Distacco Dal Riscaldamento Centralizzato
| 12 dicembre 2011 | Inserito da admin under Risparmio Economico |
Con la nuova riforma sul condominio,
LE REGOLE SONO CAMBIATE
per staccarsi liberamente dall’impianto di riscaldamento centralizzato:
Scopri in questo articolo, quante e quali sono le spese che è giusto riconoscere al condominio
L’art. 3 della Riforma del Condominio sostituisce integralmente l’art. 1118 del codice civile che regola i diritti dei condomini sulle parti comuni.
Ebbene, senza alcun tipo di formalità o procedura particolare, il singolo condomino potrà decidere il distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato senza rischiare divieti o contenziosi. Questa decisione, è bene ricordarlo, non può avvenire senza preavviso ma deve essere “oggettivamente constatato che l’immobile non gode della normale erogazione del calore a causa di problemi tecnici all’impianto di riscaldamento centralizzato condominiale”.
Ma non basta. Il nuovo art. 1118 c.c. sostituito con la Riforma del Condominio, specifica anche che il distacco avviene “dopo che nell’arco di un’intera stagione di riscaldamento, il condominio non sia riuscito a risolvere il problema”. Da ultimo la nuova disciplina stabilisce che dal distacco “non derivino squilibri tali da compromettere la normale erogazione di calore agli altri condomini”. Un po’ come dire: “via libera al riscaldamento autonomo a patto di non lasciare al freddo i vicini!”.
Ma una volta che si sia verificato il distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato, quali sono gli obblighi del condomino verso chi resta allacciato?
Sul tema, il testo della Riforma del Condominio è chiara. Il proprietario distaccato deve sempre e comunque partecipare alle spese di manutenzione straordinaria e per la sua conservazione e messa a norma. D’altra parte, non dovrà più contribuire alla spesa per l’acquisto di combustibile e di gestione.
PS. Grazie alla contabilizzazione del calore, è possibile avere i benefici del riscaldamento termo autonomo e i bassi costi di gestione del riscaldamento centralizzato. La regione lombardia inizierà dal 2012 la cancellazione dei riscaldamenti centralizzati di vecchia concezione!

Buongiorno,
purtroppo io credo di essere una di quelle eccezzioni e rappresentare un caso particolare. Ho appena comprato un attico in un condominio di 7 appartamenti. Attualmente c’è installata una caldaia a petrolio che consuma mediamente 14000 litri all’anno (più di 16000€!!!!). Ho comprato certo di poter convincere tutti i condomini a passare al riscaldamento contabilizzato, infatti ad oggi le spese sono ripartiti in millesimi (io ne ho circa 230!). Durante il giorno io non ho necessità di far funzionare l’impianto, inoltre sono particolarmente sensibile agli sprechi e agli inquinamenti. Durante l’assemblea condominiale ho scoperto la maggior parte dei condomini del piano terra tengono praticamente spenti i caloriferi in quanto il pavimento (a causa della mal coibentazione dei tubi principali) si scalda a sufficienza per far scaldare l’ambiente.Volevo far installare valvole termostatiche + contacalorie ma nel momento in cui ho scoperto il fatto, ho subito cambiato idea. Passando al contabilizzato, praticamente anzichè andare a risparmiare in funzione di quanto meno consumerei, andrei a pagare molto di più accollandomi le percentuali di spese dei 3 condomini del piano terra!!!!
Essendo un attico, ed unico al 3 piano, vorrei distaccarmi (fortunatamente il collettore è installato vicino al mio ingresso e ha una distribuzione ad anello).
OK, a livello di libertà di regolazione sarebbe perfetto, ma a livello di consumi/spesa, risparmierei?
Sono esattamente 169mq per un totale di 13 termosifoni in ghisa. Cosa mi consigliate, mi stacco?
Grazie per una risposta.
Per prima cosa dovreste cambiare il combustibile e cioé far mettere il metano in quanto meno inquinante e meno costoso del petrolio. Per quanto riguarda l’autonomo: secondo me andresti a pagare un botto in quanto il tuo appartamento é grande! cerca di convincere gli altri inquilini ad usare la contabilizzazione di calore. Oltre tutto gli appartamenti con questa riqualificaazione energetica hanno più valore. Secondo andreste a stare meglio tutti quanti! nel ns condominio siamo 27 appartamenti con una caldaia centralizzata a gas che ha sempre funzionato benissimo fino a quando un ex amministratore non ci ha fatto mettere mano con il risultato che adesso molti vorrebbero staccarsi. l’attuale amministratore ha detto loro che quando si possiedono appartamenti grandi come i loro (dai 100 a 300 mt) non vale la pena perché si paga troppo. Purtroppo nessuno di loro si é mai interessato alla contabilizzazione di calore, mentre io sono ben 3 anni che lotto per averla!! questo anche perché conosco chi ce l’ha e si trova bene pagando il giusto consumo – buona Pasqua!
Fabio voleva evitare contabilizzatori per non dover pagare anche per la quota di riscaldamento dei condòmini del piano terra, i quali terrebbero chiuse le valvole dei radiatori, senza spendere nonostante l’impianto contabilizzato, dal momento che gli è sufficiente il calore emanato dalle tubazioni dell’impianto centralizzato sotto il loro pavimento. A mio parere il distacco è la cosa migliore se non generi un aggravio nelle spese degli altri.
Buongiorno. Abito in un condominio con riscaldamento e acqua calda centralizzati. Ci sono 20 appartamenti di varie metrature dei quali 14 venduti e 6 ancora di proprietà del costruttore.Due condomini hanno installato il riscaldamento a pellet rimanendo ancora collegati con il centralizzato che viene utilizzato raramente.Come è possibile la divisione delle spese luce e gas? Mi sapreste aiutare a capire? Vi ringrazio e saluto. Bruno
Come buona regola, il costruttore dovrebbe accollarsi le spese di condominio degli appartamenti ancora vuoti di sua proprietà